Abbazia Santa Maria del Monte Cesena
La storia dell'Abbazia

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1001
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ORIGINI DELL' ABBAZIA

Gli storici fanno risalire la nascita del primo nucleo del complesso architettonico del Monastero di Cesena tra il 1001 e il 1027. Due documenti, una concessione di una salina ed una bolla papale di Niccolò II che concede diversi importanti privilegi ed autorizza la Comunità monastica ad eleggere il proprio Abate, testimoniano l'esistenza di una comunità benedettina sul colle che domina la città di Cesena. Il primo riscontro letterario sull'origine del monastero benedettino di Santa Maria del Monte viene da un testimone d'eccezione: San Pier Damiani. Il santo, componendo la "Vita Beati Mauri", narra che Mauro, vescovo di Cesena vissuto nella prima metà del secolo X, aveva scelto il monte che sovrasta la città quale luogo per la meditazione personale e qui "cellulam ...cum exigua ecclesia fabricavit". Alla sua morte il Vescovo fu sepolto in un sarcofago di pietra, oggi custodito nella Cripta, posto vicino a questa piccola chiesa.

1177
La prima chiesa in un dipinto votivo
BARBAROSSA OSPITE DEL MONASTERO

Nel 1177 l'imperatore Federico Barbarossa venne accolto come ospite, mentre si recava a Venezia per il convegno della pace, dopo la disfatta di Legnano. In quell'occasione s'impegnò ad assumere sotto la sua protezione il Monastero di Cesena con tutte le sue proprietà (Diploma del Barbarossa datato 8 luglio 1177).

1302
Croce al tramonto
MONASTERO PRESO D'ASSEDIO

Nel 1302 il Monastero venne preso d'assedio dalle truppe radunate da Federico di Montefeltro nella guerra di Arezzo, Ravenna e Cervia contro Cesena. L'Abate Guido, in carica in quegli anni, si ritrovò con un mucchio di rovine distrutte dal fuoco.

1318
Nicolaes
STATUA DELLA MADONNA NELL'ABBAZIA

Nel 1318 l'Abate Ondedeo cedeva al Vescovo di Cesena la pieve di S.Maria in Montereale con il piccolo monastero annesso e faceva portare la statua della Madonna, ivi venerata, nella Basilica del Monte. Da quel momento la storia del Monastero di Cesena avrà una forte connotazione mariana oltre che benedettina, strettamente legata alla devozione del popolo di Romagna per la Madonna.

1337
Madonna
TERREMOTO

Nella notte tra il 15 e il 16 gennaio 1337, un terremoto danneggia notevolmente il monastero. L'Abate Nicolò, successore dell'Abate Ondedeo, si trovò impegnato in un progetto di vasta ricostruzione dell'edificio.

1356
Nome immagine allegata
OCCUPAZIONE DEL TIRANNO DI FORLI'

Il tiranno di Forlì Francesco Ordelaffi occupa il Monastero con le sue truppe, approntando delle difese militari che trasformano il cenobio in fortilizio, con la costruzione di palizzate ed altre opere difensive. I monaci abbandonano l'Abbazia. Ritorneranno solo dopo un anno e inizierà la lenta ricostruzione di chiesa e Monastero che si protrarrà per quasi un secolo. Dopo un ventennio, nel 1377, Il sacco dei Bretoni distruggerà praticamente la città di Cesena. Non si hanno notizie di danni diretti al monastero, ma i danni e i lutti arrecati alla città influiranno sulla ricostruzione dell'Abbazia.

1464
Periodo Malatestiano
PERIODO MALATESTIANO

Con lo stabilizzarsi del potere dei Malatesta di Rimini, l'Abbazia conosce un lungo periodo di pace. I Malatesta concedono al Cenobio ampie donazioni e favoriscono l'adesione alla riforma di Ludovico Barbo che fondò la Congregazione di S. Giustina di Padova. Nel 1464 diventa Priore don Modesto di Trento. In quegli stessi anni la comunità cresce di numero e si arricchisce di valenti monaci. Tale passaggio fu segnato esteriormente da profonde trasformazioni edilizie. La chiesa fu ampliata a più riprese per dare risalto alla venerazione della Madonna, sistemando l'antica e venerata effige in posizione centrale e rialzata,giungendo ad essa attraverso un percorso architettonico di gradinate assai suggestivo. I tre chiostri del Monastero vennero rifatti, insieme al refettorio e agli arredi. Per le decorazioni pittoriche e scultoree vennero chiamati i migliori artisti della regione. Alla fine del XVI secolo l'Abbazia assumerà l'aspetto monumentale che a grandi linee contempli

1768
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TERREMOTO DEL 1768

Tra i giovani nobili che entrano in Monastero nel 2756 vi è il conte Barnaba Chiaramonti, che diventerà Papa Pio VII. Il 20 ottobre 1768 un terribile terremoto aggrava la situazione della fabbrica. Successivamente, nel 1782, si demolì la vecchia cantoria smontando l'organo e se ne costruirono due nuove, una a destra e una a sinistra. In questa occasione venne innalzata dalle fondamenta una nuova costruzione solidissima per contenere la spinta degli archi della cupola. Viene ricostruita la cupola, affrescata da Giuseppe Milani da Parma, rifatti i corridoi (72 metri di lunghezza), due nuovi scaloni e il nuovo chiostro grande.

1796
rinascita
IL BUIO NAPOLEONICO

Le armate napoleoniche, penetrando negli Stati italiani, impongono con la forza le idee: chiudono i conventi, incamerandone i beni. I monaci vengono costretti a lasciare il monastero, i beni dell'Abbazia sono venduti e la biblioteca dispersa. La chiesa non fu comunque chiusa, ma affidata alla cura dei Padri francescani conventuali che la reggeranno fino al 1810, anno della loro soppressione. In seguito la chiesa sarà officiata da sacerdoti diocesani. L'edificio doveva essere demolito e il materiale recuperato messo all'asta. Il conte Pier Maria Semprini compra questo "materiale" nel 1812 e contemporaneamente ottiene il permesso di rimandare la demolizione dell'edificio. Due anni dopo, passata la meteora napoleonica, il conte Semprini cede al Pontefice Pio VII, originario di Cesena, l'Abbazia da lui acquistata. Nel 1819 Pio VII riaffida l'Abbazia alla congregazione cassinese e si adopera per la ricostruzione.

1832
prova
LA BATTAGLIA DEL MONTE

Siamo nel periodo risorgimentale, in Romagna particolarmente vivo. A Cesena, questa prima fase rivoluzionaria culmina con la battaglia del Monte tra "papalini" e "repubblicani". Il 19 gennaio del 1832 le truppe pontificie assieme a quelle austriache marciano da Rimini verso Cesena dove si erano raccolti circa 2000 giovani romagnoli con l'obiettivo di resistere alle truppe pontificie. Il loro armamento era costituito da tre cannoni tre cavalli e pochi fucili da caccia. Si schierano sui colli intorno alla città, compreso quello della Madonna, e con le poche forze resistettero tre ore alle truppe regolari. Si contarono alla fine un centinaio di persone ferite ed anche diversi morti.

1866
Krug
UNA NUOVA SOPPRESSIONE

Il nascente Stato italiano, nell'ambito di una vasta politica accentratrice e anticlericale ordina la soppressione di molte congregazioni religiose. Nel 1866 un'ordinanza sancisce la cacciata dei monaci dal monastero e i beni vengono di nuovo incamerati. Solo dopo otto anni, sotto la guida sapiente di don Bonifacio M. Krug viene ricostituita la Comunità monastica che rientra in possesso del Monastero di Cesena. Questo avviene grazie soprattutto ai principi Chiaramonti, i quali dopo una lunga causa contro lo Stato italiano, crearono la possibilità per il ritorno dei monaci. L'Abate Krug, uomo di grande elevatura spirituale e culturale (lasciò infatti diversi componimenti musicali), viene aiutato nella sua opera da Don Bonifacio M. Wolff dell'Abbazia di Beuren, il quale gli succede quando diventerà Abate di Montecassino.

1914
PROVA
PRIMA GUERRA MONDIALE

La prima guerra mondiale vedrà il monastero impegnato sul fronte della pace e dell'accoglienza. Dopo la disfatta di Caporetto l'Abbazia ospitò profughi delle provincie venete invase, i quali rimasero al Monte per due anni. Si racconta che in un inverno particolarmente rigido, per scaldare i profughi, vennero bruciate molte tavolette votive. Dopo la prima guerra mondiale, nel 1923, fu celebrato il primo centenario della morte di Pio VII.

1941
prova
SECONDA GUERRA MONDIALE

Durante l'infuriare della guerra, a seguito delle leggi razziali, i monaci sono coinvolti nell'aiuto a famiglie ebree. In questa attività si distingue particolarmente il monaco don Odo Contestabile. Con il passaggio del fronte i sotterranei del monastero ospitano tante famiglie cesenati (per un totale di circa 700 persone) che intendono così scampare ai bombardamenti degli alleati, nonchè ai rastrellamenti dei tedeschi e dei fascisti. I bombardamenti dell'ottobre 1944 hanno come risultato la chiesa sventrata e buona parte del monastero crollato, mentre non si contano vittime tra gli sfollati. I monaci ricominceranno l'ennesima ricostruzione, aiutati da giovani volenterosi e dalla generosità dei cesenati. Don Placido Zucal raccoglierà le testimonianze relative a questo periodo nel libro "Clausura violata".

1986
dipinto votivo di Papa Giovanni Paolo II
VISITA DI GIOVANNI PAOLO II

Dopo la guerra gli Abati succedutesi alla guida del Monastero di Cesena hanno portato a termine la ricostruzione del complesso monumentale del Monte, come appare ai nostri giorni. Viene aperto il Laboratorio di restauro del libro antico, che grande parte avrà nel salvataggio dei libri distrutti nella storica alluvione di Firenze. La società "Amici del Monte" sorta nel 1959 ha contribuito a tutelare e valorizzare il patrimonio culturale dell'Abbazia. Nella seconda metà del secolo l'evento più straordinario è stato la visita del Pontefice Giovanni Paolo II, che ha soggiornato in un appartamento del Monastero di Cesena durante il suo viaggio pastorale in Romagna, nel maggio 1986. L'evento è ricordato anche in un dipinto votivo eseguito in ricordo e ringraziamento per la visita.

2011
Monastero Cesena
I GIORNI NOSTRI

Il Monastero di Cesena si presenta ancora come luogo di accoglienza e d'incontro. I recenti interventi di ristrutturazione realizzati durante l'abbaziato di don Luigi Crippa offrono nuovi spazi per convegni e incontri di spiritualità e cultura a quanti salgono al "Monte", anche solo per una pausa di riflessione. I dipinti votivi che continuano ad aggiungersi a quelli più antichi sono la testimonianza visibile che lo speciale rapporto di fede e devozione tra l'uomo e la Madonna continua ancora.